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La sessualità e i tumori femminili. Un argomento di cui si parla ancora troppo poco. Ma una normale vita di relazioni è fondamentale per il pieno recupero della paziente. Questa mattina un incontro al Teatro San Carlo. I primi a mettersi in discussione sono stati gli oncologi.

Ricominciare a fare l’amore dopo che si è vissuta l’esperienza del tumore al seno o all’utero. Delle problematiche sessuali secondarie alla patologia oncologica si è parlato questa mattina nell’ambito di un convegno organizzato dall’associazione italiana Donne e Medico in collaborazione con la onlus Il cestodiciliege. Un argomento difficile da trattare, che di solito non supera la soglia dell’imbarazzo, che le pazienti per prime tendono a nascondere nel proprio intimo temendo di apparire frivole o superficiali. Un aspetto che gli stessi oncologi tendono a dimenticare. Michela Maur, oncologa, spiega: “ Credo che noi medici per primi dobbiamo imparare a considerare la donna nella sua complessità. Spesso ci concentriamo sulla cura, dimenticandoci della vita sessuale della paziente”. La consapevolezza della donna, una sorta di alleanza con la paziente: E’ questa la strada giusta per affrontare il tumore, un percorso che parte da screening periodici, da tecniche diagnostiche efficaci, tecniche di chirurgia conservative e terapie personalizzate. Mettendo al centro la donna e la sua vita di relazioni. Anna Cristina Mancini, ginecologa e sessuologa, aggiunge “Non dobbiamo dimenticare che abbiamo di fronte una dopnna e non solo una paziente ammalata di cancro”.


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