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Con un minuto di silenzio per le vittime del terremoto che martedì ha distrutto Haiti, si è aperto il nuovo anno del Consiglio comunale di Modena.

Migliaia di morti, quaranta, cinquanta, centomila a seconda delle stime ancora provvisorie. Manca l’elettricità, l’acqua potabile, immagini da fine del mondo. E giustamente tutto il mondo si sta mobilitando per correre in soccorso del più povero Paese centroamericano. Un impegno cui non si poteva sottrarre Modena. Così, oggi pomeriggio, il consiglio comunale ha iniziato i lavori del nuovo anno, dedicando un minuto di silenzio alle vittime del sisma, mentre alcuni consiglieri hanno deciso di devolvere il loro gettone di presenza. Un centinaio gli italiani ancora dispersi anche se alla prefettura di Modena, al momento, non risulta che ci siano modenesi. Vista, però, la situazione trovata dai primi soccorritori arrivati nessuno si sbilancia. Praticamente rasa al suolo la capitale, Port Au Prince; distrutti martedì dalla scossa di magnitudo 7, anche molti alberghi, in uno di questi, ha raccontato un testimone, alloggiavano anche degli italiani. Intanto, l’Italia si sta mobilitando per gli aiuti: un aereo con i primi soccorsi è partito ieri, un secondo sta decollando. La giunta comunale di Fiorano ha deciso di stanziare 5mila euro da destinare a un’associazione impegnata in aiuti umanitari nella zona colpita dal sisma. Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha, invece, dato disposizioni alla Protezione civile comunale affinché prenda contatto con la Regione per una valutazione della situazione e per concordare insieme le azioni conseguenti. “Siamo pronti – ha detto Pighi -a partecipare ad un progetto regionale che si incardini nel sistema degli aiuti internazionali". Nuova composizione dei gruppi consiliari Il consiglio comunale di Modena si presenta con un nuovo volto. Lo scossone riguarda la composizione dei diversi gruppi: Andrea Galli e Gigi Taddei non siedono più, infatti, tra le fila del Pdl, ma accanto a Mauro Manfredini, capogruppo della Lega Nord. Una decisione che rispecchia la situazione difficile che sta passando il Popolo della Libertà modenese, diviso tra le contraddizioni delle diverse anime che lo compongono, con scambi di accuse tra giovani e vecchi, tra bertoliniani, vicini a Giovanardi o alla leadership regionale del partito. Quello di oggi è un Pdl che da 9 consiglieri passa a 6 con un’inevitabile riflessione sul riequilibrio del numero di componenti delle commissioni consiliari. Da un lato, dunque, il partito di Berlusconi si presenta a Modena indebolito, mentre dall’altro si rafforza la Lega Nord. Un’altra novità portata dal 2010 è la fuoriuscita, sempre dal Popolo della Libertà, del consigliere Sergio Celloni, passato al Movimento per le autonomie di Lombardo.


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