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Domani ricorre il quinto anniversario del disastro ferroviario della Bolognina, costato la vita a 17 persone. Da un anno la tratta Bologna-Verona ha il doppio binario, ma i problemi su quella linea sono tutt’altro che risolti.

Quando la mattina del 7 gennaio 2005 due treni si scontrarono a due passi dalla stazione della Bolognina, a Crevalcore, la tratta Bologna-Verona era a binario unico, con i rischi conseguenti. Non c’era nemmeno il sistema di sicurezza Scmt. Da un anno le cose sono cambiate, i binari sono due e il sistema di sicurezza c’è, tragedie come quella di cui domani ricorre l’anniversario dovrebbero essere scongiurate per il futuro, ma i problemi non sono stati certo tutti risolti. A denunciare il fatto che ancora troppe cose non funzionano è Mauro Bosi, consigliere regionale del Pd e presidente dell’Associazione dei comuni per il raddoppio della linea. Sotto accusa il cadenzamento, ancora lontano dalla mezz’ora promessa, e le stazioni abbandonate a se stesse, oltre all’aver dismesso le biglietterie senza un piano di sostituzione. Domani, comunque, con inizio alle 10.30 alla chiesa San Silvestro di Crevalcore, verranno commemorate le 17 vittime del disastro ferroviario del 2005. Alla cerimonia saranno presenti rappresentanze di comuni modenesi, perché a perdere la vita cinque anni fa ci furono anche quattro modenesi: l’allora assessore di Finale Emilia Donatello Zoboli, la moglie Diana Baraldini, la sorella di lei, Claudia, e Anna Martini, psicologa di Mirandola.


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