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Dopo il ritorno della neve questa mattina, le previsioni indicano la forte possibilità di altre nevicate per tutta la settimana. Tra le curiosità legate al meteo: nel 2009 è stata registrata una differenza di 50 gradi tra la giornata più calda e quella più fredda.

Nevicate questa mattina su tutto il territorio modenese. I fiocchi bianchi hanno rifatto la loro comparsa dopo lo scirocco che ha colpito il nostro territorio tra Natale e Capodanno e dopo che nella giornata di ieri era affluita aria polare non particolarmente fredda, ma normale per la stagione secondo gli esperti dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Le temperature sono allineate con le medie del periodo e le previsioni per i prossimi giorni indicano la presenza di un forte caldo in quota che favorirà nuove nevicate, seppur deboli, in pianura con un deposito fino a 5 centimetri in città. Ovviamente più abbondanti le nevicate in Appennino, preziose per le piste da scii. “Quello che sorprende – ha affermato il meteorologo Luca Lombroso – sono le forti differenze fra l’aria molto calda e quella normalmente fredda che affluisce dal Polo Nord”. Nella provincia modenese sono, infatti, notevoli gli sbalzi termici come testimoniano i due estremi del 2009: a Modena il giorno più caldo, il 17 luglio, ha registrato 36.7° e il più freddo, il 21 dicembre, ha raggiunto i –8.6° con un’escursione annuale di 45.3°, che a Carpi ha raggiunto addirittura i 51.1°. Fortunatamente oggi non ci sono stati problemi alla circolazione stradale e al momento si viaggia regolarmente lungo tutte le arterie della provincia. I mezzi spargisale del servizio neve di Hera sono stati in azione tutto il giorno per garantire la viabilità sugli oltre mille chilometri di strade di competenza e la polizia stradale ha stabilito il transito con catene a bordo per tutti i veicoli diretti verso l’Appennino. Protezione civile e polizia municipale ricordano che in caso di nevicate copiose la scelta migliore è quella di limitare i trasferimenti allo stretto necessario.


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