in:

Modena conquista la vetta di una nuova classifica de Il Sole 24 Ore: questa volta l’indagine, che però riporta dati parziali, fa capo alla quantità di superficie resa edificabile.

Con il suo 9,7% di superficie urbanizzata, era poco più di 5 sedici anni fa, Modena si attesta tra le provincie con più ettari edificati ogni giorno, in testa alla classifica assieme a Milano, Brescia, Bergamo e Bologna; terza in regione dopo Rimini, Ravenna e Bologna. A documentarlo è l’Osservatorio Nazionale sui Consumi del Suolo i cui dati vengono riportati questa mattina da Il Sole 24 Ore. Quanto a ritmo di costruzione la nostra provincia è terza dopo Reggio e Parma con 8,3 metri quadrati per abitante all’anno e seconda, per gli ettari edificati al giorno (1,5), al pari con Reggio Emilia e dopo Bologna. L’indagine punta a fotografare le cosìdette “città diffuse”, un modello urbanistico che va sempre più affermandosi nel nostro Paese, che vede aree occupate da edifici, strade e infrastrutture. I dati riportati dall’inchiesta del giornale di Confindustria sono in verità parziali: manca infatti una mappatura completa da Nord a Sud, anche perché gli enti locali non l’hanno mai considerata una priorità. Cifre alla mano però resta il fatto che nella nostra regione le “città diffuse” si mangiano 8 ettari di territorio al giorno. Sono 10 in Lombardia dove, per intenderci, la superficie occupata al giorno corrisponde a 14 campi da calcio. Una media nazionale di 1 Km quadrato al giorno. In ER si perdono ogni anno oltre 7.700 ettari di terreno agricolo, di cui quasi 3000 vengono urbanizzati. E se si gira la medaglia in cerca di un’altra faccia più rassicurante nessuna buona notizia perché si parla di consumi: il modello della “città diffusa” oltre ad aumentare l’utilizzo del suolo intacca anche il valore dei consumi energetici: con l’aumento di percorrenza di un Km in auto, per ogni mille abitanti ci sono 700 km in più da fare, pari all’immissione in aria di 80-100 kg di anidride carbonica: fino a 36 tonnellate in un anno.“Il tema delle città diffuse rimanda alla necessità di edificare una quantità sempre minore di territorio”. Così commenta i dati de Il Sole 24 Ore Daniele Sitta, Assessore alla Programmazione del Comune di Modena. “Gli strumenti in vigore nella nostra provincia, come il Ptcp, pongono limiti alla crescita delle aree urbane dove non aumenta la popolazione ma il numero di nuclei famigliari in cerca di abitazione. Alloggi più ridotti significa minor costi non solo di acquisto ma anche di gestione. Infine, quando si parla di nuove aree urbane, occorre ricordare anche i nuovi servizi che le accompagnano, come aree verdi, punti di aggregazione, elementi per una mobilità sostenibile e servizi di trasporto. Il fatto è che occorre essere coerenti – conclude Sitta – se non vogliamo edificare su nuove parti di territorio bisogna edificare in modo sempre più compatto”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC