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Cade oggi il quinto anniversario della morte dell’ex ministro del lavoro Ermanno Gorrieri: a gennaio uscirà un approfondito lavoro biografico sul suo percorso politico e personale che sarà presentato nel corso di un convegno con ospiti, tra gli altri, Prodi e Amato.

Più ancora dei suoi studi, del suo impegno in politica e nel mondo del sociale, del suo essere stato uno dei protagonisti della Resistenza, molti ricordano di lui soprattutto il grandissimo rigore morale. Forse perché questa è un’epoca in cui il rigore morale sembra avere perso non solo adepti, ma anche estimatori. La figura di Ermanno Gorrieri campeggia nella storia del Novecento modenese e italiano. Giovanissimo, ancora studente, aveva preso le armi per combattere contro il nazifascismo. Nell’estate del ’44 furono i partigiani delle “Brigate Italia”, da lui comandati, a instaurare la Repubblica di Montefiorino. Nel dopoguerra fondò la Cisl locale e l’Unione delle cooperative di produzione e lavoro per combattere la disoccupazione. Deputato, segretario regionale della Dc, nel 1987 fu ministro del lavoro nel Governo Fanfani. Tutta la sua vita è stata improntata alla lotta alle disparità sociali, la radice di ogni povertà. Negli ultimi anni della sua vita si era dedicato all’attività di studioso e saggista pubblicando due volumi di buona fortuna editoriale “La giungla retributiva” e l’ultimo “Parti uguali tra disuguali”. Il 15 e il 16 gennaio prossimi Modena ospiterà un convegno nazionale nel corso del quale verrà presentata la biografia sulla vita dello stesso Gorrieri a cui hanno lavorato tre giovani studiosi sotto la guida del docente universitario Paolo Pombeni. Al convegno parteciperanno, tra gli altri, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi e l’ex presidente del consiglio Giuliano Amato.


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