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Secondo l’osservatorio geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il gelicidio della scorsa notte non ha precedenti negli ultimi 180 anni, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni.

Il gelicidio è un fenomeno che accade quando a livello del suolo è presente uno strato di aria fredda, con temperatura inferiore a zero gradi, mentre nell’atmosfera c’è uno strato d’aria più calda. Così, quando le gocce di pioggia vengono a contatto con una qualsiasi superficie congelano all’istante, formando uno strato di ghiaccio trasparente, omogeneo, liscio e molto scivoloso. Secondo l’osservatorio geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il gelicidio della scorsa notte non ha precedenti negli ultimi 180 anni, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni. “Negli ultimi anni – ricorda Luca Lombroso, esperto dell’osservatorio – il gelicidio non è stato un fenomeno atmosferico inusuale: si è presentato ad esempio il giorno di Natale del 2000, per il capodanno del 1996 ed anche il primo giorno di quest’anno i modenesi vi hanno dovuto fare i conti, ma mai in queste condizioni estreme”. La scorsa notte, infatti, le temperature si sono portate rapidamente sopra zero in quota, ma sono rimaste attestate ben sotto lo zero, anche a -5, in pianura. Ecco spiegati i disagi che tutti abbiamo visto. Il paradosso del gelicidio è proprio che mentre in pianura le temperature restano sotto lo zero, anche nelle ore più miti della giornata, in montagna sopra i 1000 metri, stamattina, sono arrivate sin sopra gli 8 gradi. “Una situazione veramente inusuale – conclude il meteorologo Luca Lombroso – tanto più che da domani pomeriggio si dovrebbe assistere ad un repentino disgelo”.


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