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Educare i ragazzi alla legalità, attraverso testimonianze che lascino il segno, come quella del giudice Gian Carlo Caselli. Il magistrato ha presentato questa mattina, all’istituto Primo Levi di Vignola, il suo ultimo libro “Le due guerre”.

Un ragazzo di appena 13 anni sciolto nell’acido perchè colpevole di essere figlio di un pentito della strage di Capaci. Un uomo ucciso e gettato in discarica perchè fratello di un brigatista reo confesso. Due modalità d’azione simili, di organizzazioni criminali che hanno minato e minano tutt’ora la convivenza civile e le regole democratiche del paese: terrorismo e mafia. Da qui è partito il procuratore capo della Corte D’appello di Torino Gian Carlo Caselli per catturare l’attenzione delle centinaia di studenti dell’istituto superiore Levi di Vignola che l’hanno incontrato, questa mattina, nell’Auditorium della scuola. Il magistrato ha presentato il suo ultimo libro “Le due guerre”, di fronte a sguardi incuriositi e a tratti attoniti. (Per tv: “E’ importante far riflettere i ragazzi su queste problematiche – ha detto Caselli – perchè abbiano la consapevolezza che il passato può ritornare e che tutti possono fare qualcosa per difendere la legalità e i principi costituzionali.” Interrogato a margine dell’incontro sulla riforma della giustizia all’esame del parlamento, di cui fa parte il cosiddetto “processo breve”, il magistrato ha parlato di “norme che ammazzano i processi”, e di “propaganda che non migliora il funzionamento della macchina giudiziaria”.


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