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Avvocati sul piede di guerra per la situazione delle carceri. Dicono di aver visto situazioni di vita inaccettabili nelle carceri modenesi. D’accordo con loro anche giudici e pm: dietro alle sbarre in Italia si sta peggio che in Romania.

Astensione dalle udienze e assemblea oggi, per gli avvocati, che protestano per la situazione delle carceri italiane. Il presidente delle camere penali, Luca Scaglione, dopo le visite a Sant’Anna e Saliceta, ha espresso solidarietà al magistrato di sorveglianza Angelo Martinelli, che ha sempre cercato di favorire il recupero dei detenuti, ma è stato accusato dal ministero di interpretare troppo liberamente la legge. Così, niente più permessi e sempre meno anche le applicazioni di misure alternative al carcere, come l’affidamento ai servizi sociali. E Sant’Anna scoppia: 577 i detenuti, 95 a Saliceta. Che la situazione abbia travalicato i limiti, lo sostengono anche i magistrati. Domenico Pasquariello, Magistratura democratica: “E’ il sovraffollamento più grave dal 1946, è peggiore che nel 2005 quando scattò l’indulto per porre una soluzione. I detenuti non riescono più ad avere accesso a colloqui, ora d’aria, e i suicidi aumentano. Sono già stati 65 quest’anno, nel 2008 erano stati 45. In Romania a fronte di 40mila detenuti il tasso medio di suicidi è 5 all’anno, e parliamo di un paese Ue che consideriamo più arretrato. Non solo, nel nostro paese il 65% di chi esce dal carcere dopo aver scontato una condanna dietro le sbarre torna a commettere reati, solo 19% lo fa se ha scontato una pena alternativa”.


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