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E in tema di bilanci, molto difficile da chiudere è anche quello dell’Università. Stamattina il Rettore Tomasi ha confermato che gli aumenti delle tasse saranno inevitabili, per compensare la riduzione dei trasferimenti statali.

Nonostante le proteste degli studenti, di destra, di sinistra e di centro verrebbe da dire, per chiudere il bilancio 2010 l’Università di Modena e Reggio sarà costretta ad aumentare le tasse d’iscrizione. Colpa dell’aumentato costo contrattuale del personale e dei tagli imposti dal Ministero. La conferma, a pochi giorni dal varo ufficiale della manovra economica dell’ateneo, è arrivata stamattina dal rettore Aldo Tomasi che pure – ha garantito – cercherà sino all’ultimo un’intesa con gli studenti su fasce di contribuzione e meritocrazia. Così, per far quadrare i conti, restare un’università virtuosa e non entrare nella black list del Ministero, con ulteriore taglio dei trasferimenti statali, l’ateneo modenese chiederà un ulteriore sforzo alle famiglie degli studenti, anche in funzione della qualità del servizio erogato. “Ma la grande sfida – assicura Tomasi – è quella di trovare nuove entrate, perché da Roma ne arriveranno sempre meno”. Il rettore è intervenuto durante la presentazione del convegno, in programma venerdì alla Fondazione Biagi, sulle novità introdotte nel pubblico impiego, la cosiddetta riforma Brunetta. Faccine, fannulloni, assenteismo. Immagini e idee che sono diventate la sintesi delle tante novità introdotte nel settore del pubblico impiego dalla legge 15. Fuori dalle banalizzazioni, però, la volontà di introdurre principi quali merito, trasparenza, efficienza e produttività nella pubblica amministrazione, si scontra con la realtà dei fatti e non sempre i nuovi strumenti giuridici introdotti sembrano rispondere all’obiettivo. Luci, ombre e attuazione della riforma Brunetta saranno indagati venerdì, dalle 8,30, nell’ambito di un convegno alla Fondazione Biagi, cui parteciperanno numerosi giuslavoristi ed esperti del settore.


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