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Il Sant’Anna ha raggiunto il suo massimo storico: 571 i detenuti presenti. Ormai non ci sono più nemmeno abbastanza lenzuola per tutti. La denuncia arriva dai sindacati della penitenziaria, il Pd ha chiesto al direttore di poter visitare la struttura.

I numeri parlano da soli: il Sant’Anna è un carcere da 220 posti, la capienza massima, in caso di emergenza è di 400. Ogni cella dovrebbe ospitare due, massimo tre persone. Ma ad oggi alla casa circondariale di Modena ci sono 571 detenuti, il massimo storico raggiunto dal carcere, in ogni cella dormono cinque reclusi. I letti sono finiti da tempo, ma anche se ci fossero non ci sarebbe lo spazio materiale per sistemarli. E ora sono finiti anche materassi e lenzuola. Non basta, 36 trasferimenti sono stati autorizzati, ma – dicono i sindacati – serve una copertura finanziaria che per ora non c’è. Polizia sotto organico, ma, ha spiegato il direttore Paolo Madonna, anche i funzionari direttivi non sono quanti previsti, dovrebbero essere quattro ma ce n’è solo uno. I detenuti vivono in condizioni igieniche disumane, i percorsi di recupero sono sempre più difficili, e ovviamente il clima dietro le sbarre diventa sempre più rovente. Ed esasperati ormai lo sono anche i poliziotti della penitenziaria, non più in grado di governare la situazione all’interno del carcere che si aggrava di giorno in giorno. L’allarme arriva dai sindacati di polizia penitenziaria, Cgil, Uil, Cnpp e Sinappe, sempre più pessimisti sulla possibilità che arrivino rinforzi significativi di agenti e contemporaneamente che si organizzino rapidi trasferimenti consistenti di detenuti. I rappresentanti della penitenziaria puntano il dito contro il governo, che continua a tagliare fondi alla sicurezza. Per questo i sindacati invitano le amministrazioni locali a effettuare un sopralluogo approfondito al carcere e si appellano ai parlamentari modenesi perché si attivino per far destinare in Finanziaria più risorse al comparto.


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