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“I Sindaci possono giocare un ruolo importante per la sicurezza urbana ma non devono abusare del potere di ordinanza”. Lo ha detto Pier Luigi Vigna, procuratore generale onorario di Cassazione, intervenendo oggi al Forum di Modena.

Droga, prostituzione, reati finanziari e riciclaggio di denaro sporco in attività economiche lecite. C’è un filo rosso che lega e spiega le infiltrazioni mafiose nei ricchi territori del nord-est. Una storia comune, iniziata già alla fine degli anni ’80, che non è stata subito compresa correttamente. Ma oggi non è più così. Non a caso il tema della criminalità organizzata e della sua influenza sul tessuto economico e sociale del centro-nord ha aperto l’assemblea generale del Forum italiano per la sicurezza urbana, in corso a Modena. “I Sindaci – ha sottolineato nel suo intervento Pier Luigi Vigna, oggi procuratore generale onorario della Corte di Cassazione, ma per otto anni, sino al 2005, procuratore nazionale antimafia – possono giocare un ruolo importante nel contrasto alle infiltrazioni mafiose, per la loro conoscenza del territorio, ma non si deve mai dimenticare che la sicurezza delle città, passa dalla capacità dello Stato di contrastare fenomeni più ampi”. Contrasto alla criminalità organizzata che necessita anche di nuovi strumenti legislativi, anche se Vigna ha invitato i Sindaci a non abusare del potere di ordinanza, introdotto dal Ministro Maroni. “Piuttosto – ha detto – sarebbe utile che le Regioni con apposite leggi definissero in modo chiaro gli ambiti di applicazione”.


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