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19 milioni di euro. A tanto ammonta il credito verso il Ministero accumulato in soli cinque anni dalle scuole del modenese. Carenza di risorse che rende difficile la normale attività didattica, a cominciare dalla nomina dei supplenti.

Ci sono bambini delle elementari che ancora non hanno conosciuto l’insegnante di inglese, nonostante l’anno scolastico sia iniziata da un mese e mezzo. Ci sono studenti, in tutte le scuole, che per l’assenza di un insegnante vengono divisi anche per più giorni consecutivi in classi diverse dalla loro. E parallelamente si riducono le possibilità di progetti e i viaggi di istruzione. In questi giorni, in cui si discute di crocifissi e influenza A, restano purtroppo ancora aperte alcune questioni cruciali per il buon funzionamento della scuola modenese. E la colpa non è della riforma Gelmini, anche se la riduzione del personale Ata e il diverso orario dei docenti alle elementari, sia sui moduli sia al tempo pieno, ha complicato non poco l’organizzazione dei turni, ma della gravissima carenza di risorse che da anni attanaglia le scuole modenesi. In 5 anni, il credito complessivo accumulato nei confronti del Ministero dell’istruzione ha raggiunto i 19 milioni di euro. Un’enormità, che obbliga i dirigenti scolastici a tagliare con l’accetta supplenze, uscite, visite fiscali e tante altre attività. Nei giorni scorsi il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza, con il voto favorevole di Pd e Idv, contrario di Pdl e Lega, astenuto l’Udc, un ordine del giorno per chiedere al Ministero di restituire alle scuole modenesi i fondi dovuti. 19 milioni di euro, risolleverebbero i bilanci degli istituti scolastici, consentendo loro un’offerta formativa di maggior qualità. Nella speranza, per gli oltre 87mila scolari del modenese dalle materne alle superiori, che qualcosa si sblocchi, anche per i bambini di 3 anni rimasti esclusi in sette comuni dalla scuola d’infanzia, oggi pomeriggio, in un consiglio comunale straordinario, a Modena, sarà firmato il Patto per la scuola. L’accordo triennale tra le scuole cittadine e l’amministrazione comunale prevede uno stanziamento di oltre 11 milioni di euro da parte dell’ente locale per interventi di manutenzione e sicurezza, acquisto di arredi e forniture, servizi di mensa e trasporto scolastico, borse di studio, sostegno agli studenti disabili e integrazione degli alunni stranieri. Ma anche, ha spiegato l’assessore all’istruzione Querzè, a fronteggiare le carenze economniche. Alla presenza del dirigente scolastico provinciale, Gino Malaguti (che ha sostenuto con non sono così tanti i problemi delle scuole statali modenesi), e dell’assessore regionale all’istruzione, Giovanni Sedioli, il Comune annuncerà anche l’avvio di una campagna di prevenzione contro il disagio scolastico, in particolare per fronteggiare bullismo, emarginazione e il rischio di abbandono.


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