in:

Ancora prese di posizioni dopo la sentenza della Corte europea che vieta l’affissione del crocefisso a scuola. E a Sassuolo e Finale provocazioni dai primi cittadini.

Continua a far discutere la sentenza con cui la Corte Europea per i diritti dell’uomo ha deciso di vietare l’esposizione del crocifisso nelle scuole. Per il coordinatore provinciale dell’Udc, Fabio Vicenzi, si tratta della prima conseguenza negativa del mancato inserimento nella Costituzione europea del riferimento alle radici cristiane dell’Europa. Enrico Aimi, consigliere regionale del Pdl, annuncia invece la presentazione di un ordine del giorno per chiedere alla Giunta Errani di attivarsi contro quella che definisce “una sentenza inaccettabile”. Il Sindaco di Sassuolo, Luca Caselli, invece, per protestare contro la Corte Europea ha deciso di acquistare 50 crocifissi per distribuirli alle scuole che ancora ne risultassero sprovviste. Ma è trasversale il giudizio negativo sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che vieta l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. Da destra a sinistra, nel modenese, il coro delle prese di posizione sembra unanime: si tratta di un simbolo positivo che parla di tolleranza e amore e non offende nessuno. Lo hanno detto ieri l’assessore provinciale all’istruzione Elena Malaguti, il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Corradi, il vescovo di Carpi monsignor Elio Tinti, la parlamentare Pdl Isabella Bertolini e il consigliere regionale dello stesso partito Andrea Leoni. Il sindaco di Finale Raimondo Soragni, indignato, si dice addirittura disposto a firmare un’ordinanza che imponga il crocefisso nelle scuole finalesi.


Riproduzione riservata © 2018 TRC