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L’apporto professionale, ma anche contributivo e previdenziale, dei lavoratori stranieri è sempre più rilevante. Lo rivela il rapporto Caritas presentato oggi. Dati che dimostrano l’importanza di investire di più nelle politiche per l’integrazione.

Gli stranieri sono sempre di più, ma soprattutto è sempre maggiore il loro apporto contributivo e previdenziale, come dimostrano i dati dell’Inps. Il rapporto Caritas/Migrantes 2009, presentato oggi, evidenzia come il tema dell’immigrazione meriti un approccio più articolato di quello dominante in Italia negli ultimi anni, legato prevalentemente all’emergenza sicurezza. Per la prima volta, infatti, la media di stranieri residenti nel nostro Paese è superiore a quella europea, l’Italia multietnica è ormai un dato di fatto. Ancor più l’Emilia Romagna, dove gli oltre 421mila cittadini stranieri residenti rappresentano ormai il 10% della popolazione, ma quasi il 19% della forza lavoro, oltre al 12,7% degli iscritti alla scuola pubblica. Numeri che in termini economici si traducono con un apporto al Pil regionale di quasi 13 miliardi, con contributi previdenziali per 273 milioni di euro e un gettito fiscale di 365 milioni tra Irpef, Iva, lavoro autonomo e imposte sui fabbricati. “E il loro contributo è ancora più rilevante – ha commentato Pietro Pinto del comitato scientifico del dossier – se si pensa che il sistema di welfare italiano orienta prestazioni e servizi verso la popolazione anziana, dove la percentuale di stranieri è minima”. Anche per questo l’assessore regionale Anna Maria Dapporto ha espresso preoccupazione per il taglio, avvenuto negli ultimi due anni, del Fondo nazionale politiche sociali: “mentre le Regioni – ha detto – avrebbero bisogno di maggiori risorse per le politiche di integrazione con tre priorità alfabetizzazione, mediazione e antidiscriminazione”. Tornando ai numeri. Nel modenese gli stranieri residenti a fine 2008 erano 76282, l’11e1% del totale, 22857 nel capoluogo, mentre i comuni dove l’incidenza è maggiore sono San Possidonio e Spilamberto. I principali paesi di provenienza sono Marocco, Albania e Romania


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