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Da domani Montefiorino ospita la sagra del tartufo. Tante iniziative, e soprattutto, tanti menù dedicati al prezioso fungo.

Col risotto o con le uova, con il pesce o con la carne, da solo con una fetta di pane e un filo d’olio o per impreziosire insalate e stufati. Per due fine settimana Montefiorino diventa la capitale del tartufo, 18esima edizione di una manifestazione che sposa cultura e gastronomia. “Il tartufo – sottolinea Giandomenico Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura, rappresenta un’eccellenza della nostra montagna. Non a caso è nato il marchio di tutela delle valli Dolo e Dragone”. A Modena si raccoglie il tartufo bianco, pregiato ma non rarissimo, e il tartufo nero scorsone, che crescono naturalmente in molte aree della provincia. Il periodo di raccolta parte da ottobre e prosegue fino a dicembre. I tartufai autorizzati alla raccolta sono 537: per ottenere il tesserino, che consente la ricerca e la raccolta su tutto il territorio nazionale, è necessario superare un esame di idoneità. Nelle annate buone, ogni raccoglitore può arrivare anche a due etti di tartufo al giorno. La raccolta è libera nei boschi e nei terreni non coltivati, non lo è ovviamente nelle tartufaie controllate. A Modena ce ne sono quattro: due a Montefiorino, una a Marano e una a Sassuolo. A Montefiorino, domani e domenica, e di nuovo il 31 ottobre e il 1° di novembre, mostre, spettacoli, animazioni, escursioni guidate e menù a tema.


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