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L’unità sindacale non esiste più. Tra Cgil, Cisl e Uil lo scontro è ogni giorno più duro. Oggi è toccato a Fim e Uilm spiegare i contenuti dell’accordo sul contratto dei metalmeccanici.

Aumento medio mensile di 110 euro che, nonostante una durata triennale del contratto sarà erogato in 24 mesi a partire dal prossimo gennaio; con premio aggiuntivo di 455 euro per i lavoratori privi della contrattazione aziendale. “In più – hanno spiegato stamattina Claudio Mattiello e Alberto Zanetti, di Fim e Uilm – l’intesa sul nuovo contratto è stata raggiunta prima della scadenza e senza scioperi”. Per le due organizzazioni che hanno siglato l’ipotesi di rinnovo del contratto dei metalmeccanici, senza la Fiom, l’intesa è più che soddisfacente, anche se la firma vera e propria avverrà solo dopo la consultazione dei lavoratori. Referendum, e qui viene uno dei tanti punti di scontro con la Cgil, che riguarderà però solo gli iscritti ai sindacati firmatari dell’intesa e non tutte le tute blu. Cisl e Uil replicano che queste sono le regole, trattandosi di un contratto che migliora le condizioni precedenti. Nel merito, i segretari provinciali, Falcone e Tollari, tornano ad accusare la Cgil di fare politica e non sindacato. Tesi questa non nuova, ma che anche alla luce dell’intesa separata sul nuovo modello contrattuale rende evidente come l’unità sindacale non esista più.


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