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Alla fine, dei 20 agenti promessi, e che dovevano arrivare in ottobre, questa mattina ne sono entrati in servizio solo 4. Ennesimo grido d’allarme dei sindacati della polizia penitenziaria: i carceri modenesi non sono più sicuri.

Oltre al danno la beffa: ne erano stati promessi, e annunciati, 40: venti a ottobre, venti a gennaio. 40 nuovi agenti della polizia penitenziaria che avrebbero dato un po’ di respiro ai colleghi che prestano servizio nei carceri modenesi. Ma quelli di ottobre sono diventati 9, e non ragazzi appena usciti dai corsi ma agenti trasferiti. Due di questi però hanno fatto ricorso contro il trasferimento, un terzo, una donna, è entrata in maternità. Risultato: questa mattina sono entrati in servizio solo quattro agenti. I sindacati della polizia penitenziaria temono che anche i venti di gennaio possano fare la stessa fine. Quindi la situazione resta allarmante: al Sant’Anna ci sono 550 detenuti, perché i 50 trasferiti sono già stati sostituiti da nuovi ingressi, controllati da 145 agenti che dovrebbero essere 226, per gestire un carcere da 220 posti, 400 limite massimo. Non va meglio a Castelfranco: 131 internati e 18 a custodia attenuata, contro 82 posti, e 39 agenti che dovrebbero essere 59. Qui, forse, a giugno 2010, arriverà un poliziotto in più. Alla casa di lavoro di Saliceta 109 i detenuti, 38 gli agenti che dovrebbero essere 50. Per non parlare poi dei mezzi vecchi, delle mancate manutenzioni, della videosorveglianza spenta. Una situazione che rende precaria la sicurezza dentro e fuori dal carcere. "Schiavi, come i cinesi" Ad allarmare i sindacati della penitenziaria anche i turni troppo lunghi e i continui straordinari: in un lavoro così delicato dopo 10 ore di servizio si rischia di perdere, per stanchezza, la lucidità necessaria. Se n’è accorto giorni fa anche un giudice: alle 7 del mattino gli agenti hanno accompagnato a un processo un detenuto che faceva lavorare operai cinesi anche 15 ore al giorno. L’udienza si è prolungata ma, per i soliti problemi di organico risicato, non era possibile sostituire gli agenti, che non si sono mossi quindi dal tribunale. Alle 19 ore lo stesso giudice ha annunciato che si vedeva costretto a sospendere l’udienza per liberare i poliziotti, ormai schiavizzati quanto i lavoratori cinesi, tema del processo.


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