in:

Prima è arrivata la chikungunya, ora a preoccupare è la west nile, un’altra malattia trasmessa dalle zanzare. I focolai nel modenese, individuati nei cavalli, sono in aumento ed ora il centro nazionale sangue ha sospeso le donazioni per chi ha soggiornato almeno 24 ore in provincia.

La prima volta la febbre del Nilo occidentale, la west nile, è stata isolata nel ’37 in Uganda, ma per diventare nota e temuta ha dovuto attendere sino al ’99, quando un’epidemia colpì il cuore di New York, Central Park, causando 62 casi di meningoencefalite e 7 decessi. In Italia, il primo focolaio è stato individuato nel ’98, ma solo l’anno scorso nell’area del delta del Po i numeri sono diventati significativi. Le zanzare infette hanno colpito i cavalli, 32 casi clinici e 5 morti, ma l’infezione per la prima volta non ha risparmiato gli uomini. Da qui, il piano della Regione per contrastare la diffusione della malattia, trasmessa all’uomo dalla zanzara semplice, culex, che a sua volta si infetta da cornacchie, gazze e piccioni. Quest’anno i casi accertati in regione sono sei, con un contagio nel modenese e una donna mantovana ricoverata al Policlinico. E purtroppo all’ospedale di Ferrara si è registrato anche il primo decesso di un anziano di Rovigo. Diffusione della malattia nei cavalli e negli uomini, 40 i focolai attivi, 9 nel modenese, stando al report di mercoledì scorso del centro studi malattie esotiche di Teramo, che però non deve far temere per un’epidemia. Anche perché la west nile non si trasmette da uomo o cavallo a uomo e solo un individuo su cinque punto da una zanzara infetta sviluppa patologie gravi, che solo in rari casi portano poi alla morte. Ciò nonostante, in chiave preventiva, oltre alle disinfestazioni delle zone interessate da un focolaio, dallo scorso settembre su tutte le donazioni di sangue effettuate in provincia di Modena viene effettuato il test di controllo sul virus, mentre il centro nazionale sangue ha disposto la sospensione delle donazioni, in caso di mancata esecuzione del test, per chi ha soggiornato almeno 24 ore nelle sette province interessate, tutte quelle che affacciano sul delta del Po. Il consiglio per i cittadini è invece solo quello di seguire le semplici e comuni azioni di contrasto ai fastidiosi insetti.


Riproduzione riservata © 2018 TRC