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Tantissimi i partecipanti alla manifestazione indetta dalla Federazione della stampa a difesa della libertà di stampa: 300mila secondo gli organizzatori. Da Modena erano partiti 6 pullman.

Erano davvero tanti, tantissimi i partecipanti alla manifestazione indetta dalla Federazione della stampa a difesa della libertà di informazione: 300mila secondo gli organizzatori. Solo da Modena erano partiti sei pullman. Roma è stata invasa da una folla gioiosa e partecipe che ha colorato una Piazza del Popolo insufficiente a contenere le decine e decine di migliaia di persone, moltissimi i giovani, convenute da ogni parte d’Italia. Andrea Vianello ha letto dal palco il lunghissimo elenco delle associazioni, delle organizzazioni, dei partiti e movimenti che hanno presenziato alla iniziativa della FNSI. Le personalità del mondo della informazione, da Ezio Mauro ad Eugenio Scalfari ,da Santoro (applauditissimo) a Marco Travaglio, da Serena Dandini, Rai tre, Concita De Gregorio, alle redazioni dell’Unità, di Repubblica, de Il Fatto Quotidiano. Apprezzato il messaggio solidale fatto giungere da Don Sciortino direttore di Famiglia Cristiana. Personalità infine della cultura: Nanni Moretti, Teresa de Sio, Monica Guerritore, i fratelli Taviani, il regista Ettore Scola, Stefania Sandrelli e della politica, Franceschini , Bersani, D’Alema, Di Pietro, Verltroni, del sindacato, Epifani. Impossibile dare l’elenco di tutti. Ma vera protagonista come detto è stata la folla: con i suoi slogan fantasiosi, cartelli, incitamento agli organizzatori di continuare una battaglia essenziale per la democrazia italiana. Concetto ripreso da subito da Franco Siddi presidente della Federazione Nazionale della Stampa e ribadito con serietà ed autorevolezza dall’ex Presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida. Ma la manifestazione ha raggiunto il suo punto più alto quando la parola è stata data a Roberto Saviano, l’uomo simbolo in questo momento, della lotta in Italia alla criminalità organizzata. Con parole semplici ma diretta alla mente ed alla coscienza dei presenti lo scrittore visibilmente emozionato di trovarsi di fronte ad una folla immensa, ha tratteggiato un paese dai molti e difficili problemi che può superare se rassegnazione o sfiducia. Dopo l’ultimo intervento di Neri Marcorè e la promessa di Franco Siddi che se necessario “torneremo in piazza” la folla è ritornata a casa o ai pulman consapevole che la battaglia per la libertà d’informazione è lungi dall’essere vinta, ma per intanto un’altra Italia che non si rassegna o piega la testa si è ritrovata e pone alla politica ed a tutti gli uomini liberi l’obbligo di non sottovalutare quello slogan che campeggiava sul palco:“il diritto di sapere, il dovere di informare”.


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