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Si è parlato anche della calamità che ha colpito Messina, questa mattina a Marzaglia, nell’ambito della convention annuale della Protezione civile. Probabile l’invio di volontari da Modena. E il presidente Sabattini assicura: “Siamo pronti a partire”.

In un prossimo futuro ci sarà bisogno anche dell’aiuto di Modena per riparare ai danni della catastrofica alluvione di Messina. La conferma è giunta dalla convention provinciale della Protezione civile modenese che si tenuta oggi nella cittadella di Marzaglia. Un aggiornamento sul disastro è stato portato da un funzionario del dipartimento nazionale che coordina i soccorsi in Sicilia. “Passata l’emergenza – ha detto – ci sarà bisogno di tutti, anche dei volontari del nord Italia, per ripristinare la sicurezza”. Quasi 600 i volontari modenesi che hanno prestato servizio nell’Abruzzo colpito dal sisma. Ma quest’anno si è lavorato molto anche in provincia per arginare le piene dei fiumi Secchia e Panaro e per ovviare al dissesto causato dalle frane, un fenomeno che colpisce pesantemente il territorio della montagna. Nel 2009 sono stati realizzati 78 interventi di messa in sicurezza dei versanti franati, per complessivi 5 milioni di euro. Rischio idrogeologico anche a Modena Non c’è solo la Sicilia tra i luoghi in cui il dissesto idrogeologico può provocare, in situazioni peculiari, disastri come quello che è accaduto nel messinese: secondo i dirigenti del Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale, sono diverse, tra Modena e Reggio, le aree considerate a rischio, soprattutto in Appennino. Nella nostra provincia, in particolare, sono ben 17 i Comuni censiti nel Piano straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato. Solo l’inverno scorso, complici le piogge abbondanti, si sono rimessi in moto movimenti franosi fermi da tempo. Un andamento climatico con fenomeni sempre più estremi – dicono dal Consorzio – che sta diventando la normalità.


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