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Si è chiusa ieri sera la sanatoria per colf e badanti. 300mila le domande presentate, contro le 700mila attese. Da Modena sono state inviate 7mila pratiche, ma è presto per dire quante lavoratori e lavoratrici verranno regolarizzate. E adesso scattano di nuovo le maxi multe per chi impiega lavoro sommerso.

Un flop annunciato per i sindacati di Modena. Ieri sera è scaduta la regolarizzazione per colf e badanti. A livello nazionale, sono circa 300mila le domande inviate al Viminale per sanare lavoratrici e lavoratori clandestini impiegati nel lavoro domestico. Modena risulta nona in classifica con poco più di 7mila moduli spediti. Cgil, Cisl e Uil hanno gestito circa 1860 richieste (ma erano in campo anche i Comuni, le associazioni di categoria e i privati) a livello provinciale, ma bisognerà poi vedere quante ne saranno accolte, si parla di circa 8 mesi per conoscere la risposta. La Cisl, che da sola, ha inviato 193 pratiche ha fatto una selezione a monte e circa 600 richieste non sono state inoltrate per mancanza dei requisiti necessari. La Cgil di Modena ha presentato 1507 domande, 992 per la sanatoria delle colf e 512 per le badanti. Numeri, quindi, molto diversi dalle previsioni. Per il centro lavoratori stranieri del sindacato le aspettative sono andate deluse per diversi fattori: da una parte il contributo forfettario di 500 euro, dall’altra la confusione e la paura delle conseguenze negative nel caso la regolarizzazione non andasse a buon fine. La Cgil punta il dito anche contro il clima di tensione e paura creato dal Governo attorno agli immigrati e per questo ha aderito alla manifestazione antirazzista del 17 ottobre a Roma. Parla di ‘bufala’ Luigi Tollari, segretario provinciale della Uil, che ha inviato al Viminale 160 domande dalle due sedi di Modena e Finale Emilia. “Il provvedimento per essere efficace – spiega Tollari – doveva essere gratuito, come abbiamo fatto noi che non abbiamo chiesto denaro per la pratica ai nostri associati, ma i numeri restano davvero bassi”. Negata la proroga, da domani cade anche la sospensione dei procedimenti penali e amministrativi nei confronti dei datori di lavoro che impiegano personale in nero: la legge prevede maxi-sanzioni per chi utilizza lavoro sommerso e, in base alle norme contro la clandestinità introdotte dal pacchetto sicurezza, il datore rischia anche il carcere.


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