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Le analisi dell’Arpa dopo l’incendio di ieri all’inceneritore di via Cavazza hanno rilevato solo un modesto aumento delle polveri sottili. In attesa di verifiche sui terreni, Hera tranquillizza i cittadini.

Un modesto aumento della presenza di polveri sottili, comune ad altre zone della città non interessate dalla nube dei fumi, nelle ore successive all’incendio di rifiuti sviluppatosi all’interno dell’inceneritore. E’ quanto hanno rilevato le centraline di monitoraggio dell’Arpa, l’agenzia ambientale della Regione, collocate sul territorio modenese. I tecnici erano intervenuti sul luogo seguendo l’evoluzione del rogo fino al termine delle operazioni di spegnimento e sono ancora in corso le analisi dei terreni di ricaduta dei fumi. Inoltre sono stati collocati per l’intera notte campionatori passivi per la ricerca di sostanze inquinanti. Gli esiti di questi specifici esami verranno resi noti nei prossimi giorni. Servirà tempo anche per le perizie di Hera, al momento però l’ipotesi prevalente è che l’incendio che si è sviluppato ieri al vecchio impianto del termovalorizzatore sia stato provocato dall’olio idraulico di azionamento dei macchinari. E anche oggi Hera tende a tranquillizzare: malgrado l’incendio si sia propagato alla fossa dei rifiuti, è bruciata solo una piccola parte di rifiuti non pericolosi. Sul rogo all’inceneritore di Modena il consigliere del Pd Michele Andreana ha presentato un’interrogazione urgente in consiglio comunale per chiedere chiarezza e fugare i dubbi dei cittadini. Anche Andrea Leoni del Pdl ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale. Emilio Salemme, presidente della Consulta per la tutela dell’ambiente, denuncia la mancanza di una unità antincendio in un impianto industriale così ad alto rischio. Sull’accaduto sono intervenute anche le organizzazioni sindacali dell’igiene ambientale Fp-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti che esprimono preoccupazione e chiedono la massima trasparenza.


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