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Leggi penali come manifesti politici: è il procuratore capo di Modena, Vito Zincani, a lanciare l’allarme, preoccupato che i nuovi reati rendano più complicato il lavoro dei magistrati, accanto a un continuo taglio delle risorse.

I magistrati non devono fare proclami, studiano le leggi, le applicano e rispondono con le sentenze. Questa la premessa del procuratore capo di Modena, Vito Zincani, in merito alle nuove leggi introdotte dal pacchetto sicurezza, in particolare il reato di clandestinità, che i magistrati cominciano a dover affrontare. Ma non nasconde comunque la preoccupazione per i problemi tecnici che si sono venuti a creare e il rischio di un aggravio del lavoro della procura. E’ già stato stabilito che ci sia un sostituto procuratore di turno per affrontare il tema clandestinità ogni volta che si presenta, e stessa cosa ha attuato l’ufficio del giudice di pace. Restano però da chiarire parecchi aspetti tecnici. Ad esempio, se un clandestino commette anche un altro reato, più grave, devono essere svolti due processi o la clandestinità diventa un’aggravante? E ancora, diventa clandestino anche chi, in Italia con un permesso di studio, si attarda più del dovuto magari perché un esame è stato rinviato per problemi burocratici, e in questo caso mancano dolo e colpa, requisiti fondamentali per un reato penale. La procura sta ancora valutando come affrontare in modo corale i singoli casi, fino a quelli più inusuali, ma salta agli occhi che non sarà semplice e che sarà inevitabile che i magistrati si trovino ad affrontare una mole di lavoro maggiore, con la conseguenza che diventino sempre di più i casi, già oggi tanti, che cadono in prescrizione perché non si è avuto materialmente il tempo di affrontarli nei limiti previsti. Da qui lo sfogo del procuratore capo, che punta il dito contro i legislatori, che “da tempo – ha spiegato – fanno un uso demagogico delle leggi penali, usate come manifesti politici, senza preoccuparsi dell’applicazione pratica”. Come se non bastasse, ha aggiunto Zincani, “questo si accompagna a una sempre più limitata disponibilità di risorse, colpite da continui tagli”. Presto Modena perderà tre cancellieri, e ancora non si sa se verranno sostituiti.


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