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La comunità islamica di Sassuolo è pronta a ricorrere al Tar contro la chiusura del centro culturale di via Cavour. Mercoledì, l’atteso incontro con il Sindaco Caselli per cercare un’intesa.

Di nuovo all’aperto. Non più in strada, come accadde nell’ottobre scorso quando l’allora Sindaco Pattuzzi sgomberò il centro dell’associazione El Huda, episodio che tanto fece discutere e a cui si riferiscono le immagini. Stavolta, i musulmani dell’associazione Comunità islamica di Sassuolo per la preghiera del venerdì pomeriggio si sono recati al Parco Amico del quartiere Braida. In duecento forse più, solo per pregare. Nessuna protesta clamorosa contro la decisione del Sindaco Caselli di chiudere il centro culturale di via Cavour per un soppalco abusivo, anche se è stato contattato un avvocato per valutare se chiedere al Tar l’annullamento del provvedimento. “Nel frattempo – ha spiegato il responsabile Zahi Qasim – continueremo a ritrovarci davanti alla sede”. E al venerdì, quando i fedeli sono molti di più, ad usufruire del parco pubblico. A meno che, mercoledì prossimo, l’incontro fissato con il Sindaco Caselli non risolva la contesa. Di utilizzare il prefabbricato di via Regina Pacis, dell’associazione El Huda, la cui concessione scadrà comunque a fine anno, non se ne parla, pare per divergenze personali. E allora ecco tornare le preghiere all’aperto, immagine inequivocabile di un problema irrisolto. Colpa di demagogia, paura del diverso e legittima pretesa del rispetto delle regole.


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