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Le badanti di lingua russa sono accanite lettrici di romanzi; i nord africani preferiscono la multimedialità. Siamo andati alla Delfini per provare a capire come sono cambiati in questi anni i servizi bibliotecari a fronte dell’aumento della popolazione straniera.

Qui nessuno è clandestino, recita lo slogan scelto dalle biblioteche modenesi per ricordare che non serve il permesso di soggiorno per accedere ai servizi offerti. E non potrebbe essere altrimenti visto che per sua natura la cultura, i libri in primis, è luogo virtuale di incontro e riflessione. Confronto che nelle biblioteche modenesi può avvenire anche fisicamente “perché sono sempre di più gli stranieri – ci spiega Mirella Tassoni, responsabile del servizi pubblici della Delfini – che usufruiscono dei servizi offerti”. E sono tanti e sempre di più, in linea con il costante aumento della popolazione straniera. C’è la possibilità di vedere le televisioni satellitari e film in lingua originale o di apprendere l’italiano usando dvd e vhs; c’è l’edicola del mondo on-line e si trovano numerosi periodici e riviste stranieri. Molto apprezzato anche il catalogo dei volumi in arabo e la sezione per ragazzi con numerosi testi in lingua. Quattro quelle più diffuse per rispondere all’utenza: arabo, russo, polacco e albanese. Stranieri appassionati di lettura, ma anche Modena sempre più multietnica, tanto che alle ultime iniziative organizzate dalla Delfini hanno partecipato persone di 38 diverse nazionalità. Così sempre più spesso le bibliotecarie per accontentare l’utenza scelgono di acquistare libri, nelle cosiddette, lingue ponte, francese, inglese, spagnolo o tedesco. Lingue conosciute dagli stranieri, ma utili anche per gli utenti italiani. Una soluzione apprezzatissima anche dai lettori più accaniti, visto che i best-seller arrivano prima in lingua originale e solo dopo tradotti in italiano.


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