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Dopo la comunità sarà la "fortuna". E’ questo infatti il tema della prossima edizione del Festival Filosofia. Oggi la manifestazione chiude, a Modena Carpi e Sassuolo.

Dopo la comunità sarà la "fortuna". E’ questo infatti il tema scelto per la prossima edizione del Festival Filosofia che oggi si chiude, a Modena Carpi e Sassuolo. Lo hanno deciso i membri del Comitato scientifico del Festival che si sono riuniti nel primo pomeriggio. La manifestazione, che lo scorso anno ha registrato oltre 130 mila presenze, è stata promossa quest’anno dal “Consorzio per il festivalfilosofia” che chiude un bilancio sull’edizione 2009 di piena soddisfazione. Piazze, chiese e cortili hanno ospitato le oltre 50 lezioni magistrali del festival che hanno articolato le riflessioni più recenti sul concetto di comunità: filosofi politici, morali e del diritto, sociologi, antropologi e teologi presentano le modalità di rapporto tra i singoli all’interno della comunità proponendo riflessioni su valori quali l’amicizia e la fiducia, ma anche su motori del conflitto come il risentimento e la rivalità. Tra i tanti, il giurista Stefano Rodotà, presente oggi a Modena per parlare di comunità all’interno della quale princìpi e regole condivise che orientino l’esperienza “di tutti e di ciascuno”, in un quadro di autodeterminazione, tema cruciale in cui si esprime il difficile rapporto tra libertà individuali e norme comuni. A parlare di una delle strategie di costruzione comunitaria più originarie, che fa leva sulle pulsioni e i desideri inscritti nella psiche dei singoli, qual’è quella erotica è stato oggi Umberto Galimberti. Il programma filosofico del festival si arricchisce quest’anno della nuova sezione “la lezione dei Classici”: eminenti esperti commenteranno i testi che hanno maggiormente segnato la riflessione sulla questione della comunità, da Agostino a Derrida, da Schmitt a Marx, da Hobbes a Arendt. Tra gli ospiti affezionati al Festival oggi era presente anche Salvatore Natoli che nel suo intervento ha mostrato le radici dell’idea di fiducia, componente essenziale dell’esperienza non solo nella sua dimensione privata. Il programma ha presentato inoltre alcune delle più aggiornate istanze filosofiche sulla comunità, per segnalare la complementarità tra il singolare e il comune. A Jean-Luc Nancy, una delle più originali voci filosofiche contemporanee, sarà affidata una riflessione sulla radice comune dell’esperienza umana, centrata sull’essere con gli altri e sull’originaria priorità della relazione. E dopo la lunga notte del Tiratardi nella serata del sabato, come da tradizione, questa sera il gran finale e la chiusura della manifestazione. Ieri sera tra i più applauditi Ascanio Celestini, teatrante e scrittore romano, ieri sera era nel Tiratardi di Modena con la sua performance “Il piccolo paese”, il racconto tragicomico delle impressioni e delle memorie della gente comune di fronte ai grandi eventi della storia recente.


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