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Il presidente della Camera Gianfranco Fini oggi a Finale Emilia per celebrare il millennio della città. Nel suo intervento Fini ha sottolineato come sia importante la conoscenza della storia patria. Ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull’attentato in Afganistan.

“Un po’ di conoscenza della storia patria fornirebbe antidoti culturali indispensabili per evitare politiche miopi o peggio ancora inefficaci”. Lo ha detto oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini che, alle 11,45, è arrivato a Finale Emilia per partecipare ad un consiglio comunale straordinario dedicato al millennio, i mille anni di storia scritta della città. Fini ha in particolare fatto riferimento ad un episodio della storia di Finale Emilia, quando, alla fine del ‘500, la popolazione chiese e ottenne dal Duca Ercole II d’Este di demolire le mura per creare spazio alle attività. “Un’ordinata convivenza civile – ha spiegato Fini – ed un’integrazione dell’altro è possibile se si ha una forte conoscenza della propria identità. Quando si demoliscono le mura coloro che entrano hanno il dovere di rispettare le proprie regole, i nostri usi e tradizioni e soprattutto le nostre leggi. Ma credo che se si vuole agire in modo lungimirante nei confronti della questione dell’immigrazione, ci vorrebbe un po’ più di conoscenza della storia patria”. Ed è ciò che è stato fatto oggi, per celebrare un evento unico come il millennio della città. E il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva commentato la strage di Kabul da Cento di Ferrara, dove nella prima parte della mattinata ha partecipato a una iniziativa della locale Cassa di Risparmio: “Questo è il momento del dolore, del cordoglio e della solidarietà per le famiglie e per le forze armate – ha detto Gianfranco Fini – non è certo il momento delle analisi politiche né, men di meno, delle polemiche. La terza carica dello Stato ha concluso con un invito alla massima unità di tutte le istituzioni e di tutti gli italiani. La giornata emiliano-romagnola del presidente della Camera Gianfranco Fini era iniziata alle 9 con l’intitolazione a Cento, in provincia di Ferrara, di una strada a Viviana Manservisi, che fu barbaramente uccisa nove anni fa durante una rapina. La donna, sorella del patron del Carnevale di Cento Ivano, fu trovata morta sul pianerottolo della sua azienda, in via Risorgimento, oggi rinominata appunto via Viviana Manservisi. Gianfranco Fini ha poi preso parte ad un convegno dedicato ai 150 anni di storia della Cassa di Risparmio di Cento, durante il quale si è parlato di etica e ruolo delle banche. “La finanza etica – ha affermato il presidente della Camera – è concepita come espressione del motore finanziario a supporto del no profit e come promotrice nella diffusione dei valori propri dell’economia del mercato”. La terza carica dello Stato ha poi parlato dell’attentato di ieri a Kabul, invitando le istituzioni alla massima unità di fronte al dolore delle famiglie.


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