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“Istituite a Modena il registro dei testamenti biologici”. La richiesta al Comune è del Comitato articolo 32 per la libertà di cura che ha iniziato una raccolta di firme per una delibera di iniziativa popolare.

L’iter parlamentare della legge sul testamento biologico è ripartito e con esso il confronto politico su chi debba decidere i trattamenti sanitari cui sottoporre un malato, compresi l’alimentazione e l’idratazione forzata. Scontro che raggiunse il suo culmine con il caso Eluana Englaro. A Modena, il Comitato Articolo 32 per la libertà di cura costituito alcuni mesi fa da numerose associazioni, tra cui Arci, Cgil, Libera Uscita, atei e agnostici razionalisti, Udi, Auser, Anpi e Federconsumatori, e fortemente critico sul disegno di legge proposto, ha lanciato stamattina una raccolta di firme per chiedere al Comune l’istituzione del Registro dei testamenti biologici. “Perché ognuno – hanno detto stamattina i promotori della delibera di iniziativa popolare – deve poter disporre della propria vita e scegliere, attraverso il testamento biologico, a quali cure sottoporsi in caso di malattia, anche in caso di sopravvenuta incapacità d’intendere e volere”. I modenesi maggiori di 16 anni e muniti di documento d’identità potranno firmare la delibera, sabato e domenica dalle 16e30 alle 19e30 sotto il portico del collegio in via Emilia centro, e domenica dalle 18 alle 23 alla Festa del Partito democratico. Per informazioni è inoltre possibile contatta il Comitato Articolo 32, telefonando al numero 339.8084329


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