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Un mese e mezzo per analizzare il nuovo progetto presentato da Erg Rivara Storage per la realizzazione del deposito sotterraneo di gas. Stamattina, Provincia e Unione dei comuni dell’area nord hanno presentato la commissione di esperti, incaricata di dare il parere tecnico.

Un film già visto. Un incubo che ritorna per i cittadini della Bassa modenese. Le integrazioni progettuali presentate da Erg Rivara Storage alla commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale, di fatto, hanno riaperto la partita, anche perché il Governo ha più volte ribadito di ritenere strategici e di grande interesse nazionale gli stoccaggi di gas. Compreso quello in acquifero che Independent Gas Managment, ora associata a Erg Italia, propone a Rivara. Come in occasione del primo progetto presentato, Provincia di Modena e Unione dei comuni dell’Area nord hanno nominato un gruppo di esperti, incaricati di dare un parere tecnico alla Regione, componente a pieno titolo della commissione di Via. Ne fanno parte Doriano Castaldini, docente di geomorfologia all’Università di Modena; il professore di ingegneria dei giacimenti di idrocarburi Ezio Mesini, dell’Università di Bologna, e Francesco Verga, del Politecnico di Torino; Francesco Mulargia, docente di Fisica terrestre e previsione dei terremoti all’ateneo di Bologna; Marco Mucciarelli sismologo dell’Università della Basilicata; Antonio Scaglioni, esperto di geologia, che ha studiato le caratteristiche dei pozzi dell’Agip proprio di Rivara, e l’avvocato Anna Maria Vandelli.Poi Vaccari ha anche voluto rispondere a chi, in questi anni, ha accusato gli enti locali di avere un atteggiamento preconcetto di contrarietà al deposito. “Per noi – ha spiegato – conta solo la sicurezza dei cittadini”.


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