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Domani primo giorno di scuola per oltre 87 mila tra bambini e ragazzi della provincia di Modena. Tante le novità tra l’introduzione del maestro unico prevalente e classi più numerose.

Mentre oggi il ministro Gelmini ha annunciato l’introduzione del tetto del 30 per cento degli studenti stranieri per ogni classe, domani in tutta l’Emilia Romagna prende il via il nuovo anno scolastico. Sono per la precisione 87.048 gli alunni suddivisi in 3.848 classi che domani faranno il loro ingresso a scuola. 1.145 in più rispetto all’anno scorso. Se da un lato l’introduzione del maestro prevalente, che toglie la compresenza degli insegnanti alle scuole primarie, ha permesso di aumentare la disponibilità per il tempo prolungato, dall’altro crescono le incertezze sulla validità dell’offerta formativa complessiva. Sono 7.242 gli studenti modenesi che domani per la prima volta faranno il loro ingresso alla scuola superiore. 51 in più rispetto ai “primini” dello scorso anno, ma con una classe in meno a disposizione. Ed è proprio la media di alunni per classe che fa discutere, infatti in molti istituti superiori si registrano punte di trenta studenti, come ad esempio per ciascuna delle dieci prime del liceo artistico Venturi. Sono 29 al liceo scientifico Tassoni e 28 al liceo Wiligelmo. Ma alle scuole superiori le incertezze riguardano soprattutto il futuro, per la riforma che entrerà in vigore dal 2010 e a tutt’oggi non si sa come verrà attuata. Non va meglio alle scuole d’infanzia dove, per la prima volta, da anni, in provincia di Modena ci sono 181 bambini tra i tre e i cinque anni che non potranno frequentare nessuna scuola d’infanzia. Se da un lato i comuni hanno messo a disposizione le aule, con forti investimenti in edilizia scolastica, dall’altro il governo non ha ancora inviato i 15 insegnanti che mancano per completare l’organico provinciale. E con l’inizio della scuola, il ministro Gelmini ha invitato i professori a non fare politica in classe. Un invito che, da Modena, il battagliero maestro Ghinelli rimanda al mittente. “La classe non è il luogo deputato per fare politica e i professori che vogliono farla devono uscire dalla scuola e candidarsi”. Così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini all’avvio del nuovo anno scolastico. Una tirata d’orecchi, per tornare alla scuola di una volta, che non è piaciuta ad Arturo Ghinelli, maestro alle Giovanni XXXIII di via Amundsen a Modena, che intende la politica in senso alto e ampio: "Faccio politica quando a fare la spesa, quando vado in edicola e scelgo i giornali da comprare o quando vado a scuola in bicicletta”. Maestro da 40 anni, dal primo ottobre del ’69, Ghinelli ha da sempre abbinato l’insegnamento all’impegno civico; una parentesi sindacale alla fine degli anni ’70 e poi di nuovo in classe dove adesso siedono i figli dei suoi primi studenti.    


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