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Dopo la pausa estiva, riprende anche l’attività dei palazzi di giustizia modenesi. Malgrado l’importante opera di restauro, palazzo Martinelli, sede della Procura, non è ancora a regime. Servono lavori urgenti per garantire la sicurezza del personale.

“Se continua così sarò costretto a chiudere le porte e a limitare gli accessi in Procura”. Lo ha detto questa mattina il procuratore Vito Zincani. Con la metà di settembre riparte l’attività dei palazzi di giustizia modenesi e riparte con gli stessi problemi di prima. Se dal punto di vista dell’organico c’è una novità importante con l’arrivo dell’aggiunto Lucia Musti (l’ex magistrato della Dda di Bologna si insedierà ufficialmente il prossimo lunedì) molto c’è ancora da fare sul fronte dell’edilizia, in particolare della sicurezza di palazzo Martinelli. A cominciare dall’ingresso: serve un sistema di accesso con controllo elettronico per evitare che qualcuno entri armato – abbiamo tutti ancora in mente l’omicidio avvenuto nel Tribunale di Reggio Emilia – e serve un punto di informazione per il controllo degli accessi e del pubblico. Tocca al Governo finanziare i lavori, ma, come è già avvenuto in passato, il Comune potrebbe anticipare le spese. Nei prossimi giorni Zincani incontrerà il sindaco Pighi per affrontare la questione. Intanto da piazza Grande si limitano a commentare che stanno ancora aspettando 8 milioni di euro dal ministero della Giustizia per lavori già eseguiti. In Comune c’è un progetto già approvato legato al sistema di videosorveglianza di palazzo Martinelli, per un importo di 88mila euro, che verrà finanziato a breve, in sede di variazione di bilancio.


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