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Un richiamo forte alle radici cristiane e un ricordo personale di quando era bambino in queste terre: il cardinale Camillo Ruini, in mattinata, ha presieduto la messa a Fiorano in occasione della Sagra dell’8 settembre.

Le prime parole sono state un ricordo di quando era ragazzino proprio in queste terre. Nato a Sassuolo, per tutta l’adolescenza, fino ai tempi del liceo frequentato a Modena, aveva continuato a coltivare amicizie equamente divise tra le due cittadine anche allora fraternamente rivali, Sassuolo e Fiorano. Santuario gremito, questa mattina, a Fiorano, per la messa presieduta, in occasione della Sagra dell’8 settembre, dall’ex presidente dei vescovi italiani, il cardinale Camillo Ruini. Il suo ruolo e il suo impegno per la Chiesa cattolica è stato ribadito dall’arcivescovo di Modena Benito Cocchi. L’importanza del suo legame con il territorio di origine è stato rimarcato anche dal sindaco di Fiorano Claudio Pistoni che, al termine della messa, gli ha consegnato una stampa realizzata in ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II al Santuario nel 1988. Nessun accenno alle vicende attuali, neppure velato, nell’omelia del cardinale, se non un richiamo forte alle radici cristiane della comunità fioranese. “Le radici – ha detto – non sono solo un retaggio storico, ma lo strumento attraverso cui scorre la linfa del presente e del futuro”. Il cristianesimo, ha ribadito, non appartiene al passato: la storia è sempre aperta ed è nelle mani di Dio e degli uomini. Insieme, Dio e gli uomini possono fare la storia”. Saranno i fuochi artificiali, questa sera, a chiudere la sagra, una delle manifestazioni più sentite dai fioranesi, devoti all’immagine della Beata vergine del Castello custodita nel Santuario.


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