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Ricorre domani la decima Giornata europea della cultura ebraica: iniziative a Modena, Carpi e Finale.

I primi documenti ufficiali che attestano il lavoro di commercianti specializzati nel prestito di denaro risalgono agli ultimi anni del 1.300, ma è addirittura nell’11esimo secolo che inizia la storia, ormai millenaria, della presenza ebrea nel modenese. E’, però, con il trasferimento della Corte Estense da Modena a Ferrara che nascono vere e proprie comunità. Il ghetto nell’area di piazza Mazzini, in città, ad esempio, fu istituito nel 1638. Ricorre domani, e la si festeggia in 28 paesi, la decima edizione della Giornata europea della cultura ebraica. Tre sono i comuni dove, domani, sarà possibile ritrovare le tracce della presenza giudaica: Modena, Carpi e Finale Emilia. In città visite guidate alle strade del ghetto e alla sinagoga, nonché ai cantieri per il restauro della parte di cimitero ebraico a San Cataldo. In piazza Mazzini, mostre, degustazioni guidate di dolci tipici, animazioni e balli. A Carpi apertura straordinaria per il cimitero ebraico di via Cremaschi, dell’ex sinagoga di via Rovighi, del Museo monumento al deportato politico e razziale e dell’ex campo di transito di Fossoli. Sarà, inoltre, possibile visitare la mostra “Il popolo del libro”, allestita sotto il portico del grano in corso Alberto Pio. A Finale Emilia, infine, visite guidate al cimitero ebraico di vicolo Gozzi e al ghetto ebraico dove dal 1736 vennero trasferite tutte le abitazioni e le attività commerciali della comunità. Alle 13.00, all’osteria La Fefa, si terrà un pranzo ebraico con degustazione di piatti della tradizione. Infine, nel pomeriggio, dalle 17.30, nel giardino di Villa Finetti, lo scrittore, giornalista e consigliere per le relazioni esterne del Quirinale Arrigo Levi presenterà il suo ultimo libro “Un paese non basta”. Levi è di origini finalesi: la madre, infatti, discendeva da Donati Donati, il mercante noto per aver introdotto il frumento saraceno nel Ducato Estense.


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