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Non si placa la bufera sulla scuola. Dopo l’allarme lanciato dalla Cgil, il Codacons denuncia il ministro Gelmini e i direttori scolastici regionali. L’associazione dei consumatori esprime la volontà di presentare un esposto anche alla procura di Modena.

Il Codacons denuncia il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e i direttori scolastici regionali presso tutte le procure italiane per turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 studenti. Nelle aule in cui si inseriranno più di 25 alunni per sopperire alla mancanza di docenti, infatti, si commette, secondo l’associazione dei consumatori, “un grave reato, mettendo a repentaglio la sicurezza dei ragazzi”. Anche il Codacons modenese chiede, quindi, il sequestro delle classi definite “illegali” perché vanno contro alle norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica per le quali “il massimo affollamento ipotizzato è di 25 studenti più un insegnante”. Inoltre il numero di alunni che possono essere affidati ad un solo docente non può superare le 25 unità ai fini del buon andamento delle attività svolte. “Se per risparmiare si aumenta il numero di ragazzi sui banchi – ha affermato il presidente del Codacons di Modena Fabio Galli, raggiunto telefonicamente da Trc-Telemodena – il rischio è quello di rendere un servizio peggiore”. Intanto non si ferma la polemica legata alle scuole d’infanzia della nostra provincia. La responsabile nazionale scuola del Partito Democratico Mariangela Bastico e la Capogruppo in commissione cultura della Camera Manuela Ghizzoni denunciano, dopo l’allarme lanciato dalla Cgil, l’impossibilità da parte di oltre 180 bambini modenesi di frequentare appunto le scuole materne, dopo i tagli approntati dal ministro Gelmini. “In questo modo – affermano le due esponenti del Pd – si nega il diritto d’istruzione per i più piccoli e si alimenta la crisi”.


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