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L’estate 2009 si piazza al secondo posto fra le estati più calde mai registrate. 56 sono state le giornate oltre i 30 gradi. Si conferma il riscaldamento del bacino del Mediterraneo, dicono all’Università.

L’estate del 2003 la ricordano tutti, l’estate più calda dei 180 anni di rilevazioni climatiche da parte dell’osservatorio geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Ma quella del 2009 non è stata proprio da meno, con una media di 25,8 gradi si è piazzata al secondo posto, comunque ben lontana dai 28 gradi di media del 2003. Tanti sono stati anche i giorni in cui la colonnina di mercurio è rimasta ferma oltre i 30 gradi, 56 in tutto, e nel 2003 erano stati 80. Il giorno più caldo del 2009 è stato il 17 luglio e la stagione è stata anche meno siccitosa rispetto a sei anni fa, con precipitazioni nella media, anche se le piogge sono risultate irregolari, cioè poco frequenti ma molto intense. “Estati come quella appena trascorsa, perché l’estate climatica si chiude il 31 agosto, un tempo erano l’eccezionalità, ora stanno diventando la norma” ha commentato Luca Lombroso, dell’osservatorio, sottolineando il ripetersi negli ultimi anni di estati molto calde. Modena, quindi, come tutto il bacino del Meditterano, dicono all’Università, sta subendo un riscaldamento maggiore di quello planetario. “Questa tendenza si può ancora fermare o rallentare, ma vanno presi provvedimenti coraggiosi – continua Lombroso – come limitare le emissioni di gas serra, e tutti possono fare la loro parte”. Per quanto riguarda le previsioni, invece, l’estate continua: farà caldo fino a venerdì, quando dovrebbe arrivare un fronte freddo a cui seguirà una generale rinfrescata.


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