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La situazione dei carceri modenesi è fuori controllo e il Governo non sta facendo abbastanza per risolvere i problemi. E’ la denuncia dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, dopo i fatti degli ultimi giorni.

Protesta dei detenuti alla Casa di lavoro di Castelfranco, controllata con grande difficoltà dai pochi agenti di polizia penitenziaria in servizio. Aggressione di un agente nell’Istituto di Saliceta San Giuliano. “Sino a pochi anni fa – attaccano le organizzazioni sindacali – la casa circondariale di Sant’Anna rappresentava l’unica disfunzione del sistema carcerario modenese: ora non è più così”. I numeri impietosi sono noti da giorni: 143 detenuti a Castelfranco vigilati da soli 44 agenti suddivisi su 3 turni; pesanti carenze negli organici anche a Saliceta e celle sovraffollate al Sant’Anna. Dopo l’associazione Carcere Città e la denuncia del Magistrato di sorveglianza Martinelli che ha parlato di “palese violazione dei diritti umani dei detenuti”, ora a scendere in campo sono i responsabili di settore di Cgil, Cisl e Uil che chiedono al Governo di fare presto, prima che la situazione diventi definitivamente esplosiva. Quando arriveranno i rinforzi? Quanti detenuti saranno veramente trasferiti? A Modena la situazione è esplosiva, più che nel resto d’Italia dove comunque le carceri scoppiano, ma il problema – denunciano i sindacati – è sottovalutato dal Governo. “I fatti – dicono Vincenzo Santoro, Nadia Francia e Raffaele Mininno, di Cgil, Cisl e Uil – stanno dimostrando che al di là degli annunci e delle promesse di qualche parlamentare, a Modena il sistema carcerario continua ad essere tutt’altro che dignitoso e moderno”.


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