in:

Continua l’allarme carcere: in Italia, spiega il magistrato di sorveglianza di Modena, si viola la convenzione europea dei diritti umani. Ma il Ministro non pensa a un nuovo indulto

Ieri l’allarme carceri lanciato dai volontari che lavorano per il recupero dei detenuti, oggi parla il magistrato di sorveglianza, che sottolinea che in Italia le condizioni di vita dietro le sbarre violano la convenzione europea dei diritti umani. E non solo non sono state ancora messe in campo vere soluzioni, ma anzi si ricorre sempre più alla carcerazione. Da un lato, infatti, ha spiegato Angelo Martinelli, è stata ridotta la possibilità di misure alternative alla detenzione, dall’alto si ricorre alla carcerazione anche per più reati. Senza dimenticare che vi sono istituti di pena pronti ma non utilizzati. Alfano: "no a nuovo indulto"E sul sovraffollamento delle carceri è intervenuto oggi da Rimini, dove è in corso il Meeting di Cl, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il Guardasigilli ha ribadito ancora una volta che non ci saranno indulti: “Puntiamo sulla realizzazione di nuove carceri e sul lavoro in carcere per abbassare la recidiva” – ha detto il ministro. Il problema – ha spiegato il Alfano – sono i detenuti stranieri che si aggiungono agli italiani. E ha concluso: “La Ue non può da un lato esercitare sanzioni e dall’altro chiudere gli occhi sul fenomeno dei detenuti stranieri”


Riproduzione riservata © 2018 TRC