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Se da una parte il Governo taglia sugli insegnanti, dall’altra le amministrazioni locali cercano di garantire un’offerta formativa a 360 gradi. Ne sono un esempio i centri estivi: quest’anno il Comune di Modena ha dovuto aumentare i turni delle attività per rispondere a una domanda in crescita.

Sarà la crisi, le famiglie si muovono meno e le vacanze sono sempre più mordi e fuggi e allora si pone il problema di ‘sistemare’ la prole quando le scuole sono chiuse; sarà anche però che il servizio funziona, i bambini si divertono, imparano nuove pratiche sportive e vengono a contatto con diverse realtà. Nel corso dell’estate 2009 sono aumentate le domande per i centri estivi, una richiesta subito accolta dal Comune di Modena con l’attivazione di tre nuovi turni per accogliere 174 bambini in più. Inizialmente i posti previsti per bambini e ragazzi fino ai 14 anni erano 2.466, suddivisi in 71 turni quindicinali. Ora i turni sono diventati 74 e gli iscritti 2.640, tra loro anche 59 disabili ai quali è stata garantita l’assistenza necessaria. Le attività dei centri estivi continuano fino all’11 settembre, per accompagnare i bambini e i ragazzi fino all’inizio del nuovo anno scolastico, ma la didattica è completamente diversa dalla scuola vera e propria: ci sono laboratori creativi, atelier d’arte e tanti progetti differenziati a seconda dell’età. Alla scuola elementare Buon Pastore, ad esempio, funziona il centro estivo in bicicletta che permette ai partecipanti di scorazzare sulle piste ciclabili di Modena e provincia. La gestione dei centri estivi è affidata a cooperative, polisportive, fattorie, associazioni scelte con gare d’appalto. L’offerta viene costantemente controllata e ampliata per offrire stimoli interessanti: giornate in biblioteca vengono alternate con tuffi in piscina, cavalcate in campagna o lezioni di ogni tipo di sport. Ovviamente le famiglie pagano una retta che copre – chiarisce l’amministrazione comunale – circa il 35% dei costi di gestione del servizio.


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