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L’assessore provinciale all’Istruzione Elena Malaguti torna sulla questione dei 200 bambini modenesi esclusi dalla scuola d’infanzia per i tagli all’organico docenti. “Non lasceremo nulla di intentato” ha dichiarato a Trc-Telemodena.

Elena Malaguti, assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, si dice preoccupata ma anche soddisfatta. Preoccupata per la sorte dei 200 bambini modenesi che, col nuovo anno scolastico, rischiano di trovarsi esclusi dalla scuola materna a causa dei tagli disposti dal Ministero. Soddisfatta, invece, per l’ampia e immediata eco che il tema, da lei stessa sollevato nei giorni intorno al Ferragosto, ha trovato presso le istituzioni a tutti i livelli. All’interrogazione in Regione del consigliere del Pd Ricchetti, si sono aggiunti gli interventi alla Camera delle parlamentari modenesi Ghizzoni e Bastico e, più recentemente, la lettera-denuncia della Flc-Cgil che ha parlato senza mezzi termini di “gravissima assenza dello Stato”. Il problema è concreto: 204 bambini nati nel 2006 e residenti nei comuni di Montese, Pavullo, Spilamberto, Vignola, Mirandola, Marano e Savignano potranno frequentare la scuola d’infanzia a settembre solo se dal Ministero giungerà il via libera all’attivazione di 9 nuove sezioni e all’arruolamento degli insegnanti necessari per farle funzionare. Fino a quel momento rimarranno in lista d’attesa, trovandosi di fatto esclusi da un servizio che prima, almeno nel modenese, era garantito a tutti. “Il diritto allo studio è un principio al di sopra delle parti e la scuola, insieme alla famiglia, è il luogo dove si costruisce il nostro futuro” commenta l’assessore Malaguti che non ha perso le speranze di poter modificare la situazione prima della ripresa delle lezioni. “L’impegno dell’Amministrazione provinciale, d’intesa con quelle comunali – ha dichiarato – è di non lasciare nulla di intentato. A tal fine è importante il coordinamento con la Regione e gli Uffici scolastici a cui rinnoviamo un appello accorato perché si facciano latori delle richieste presso il Ministero. Vogliamo dare risposte alle nostre comunità, che ora si trovano in forte difficoltà”.


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