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Le forze di polizia dovranno restituire le auto di grossa cilindrata confiscate alla mafia e loro destinate. La notizia anticipata mercoledì scorso da Trc – Telemodena è diventato un caso nazionale.

Il primo a sollevare la questione era stato Roberto Butelli, presidente del Movimento per la sicurezza di Modena, ma dopo il nostro servizio di mercoledì scorso, in cui si denunciava la decisione del Ministero dell’Interno, è diventato un caso nazionale. Anche perché l’annuncio che le auto di grossa cilindrata sequestrate alla mafia sarebbero state messe a disposizione della Polizia era stato dato in grande stile lo scorso Natale proprio dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni al momento della consegna agli agenti di una Ferrari 512 gialla e di una Porsche Cayenne nera. Il contrordine, invece, è arrivato in sordina lo scorso 14 luglio con una laconica circolare della Direzione centrale dei servizi tecnico logistici del Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale: “Al fine di contenere le spese di manutenzione del parco veicolare della Polizia di Stato – è scritto nella circolare – si dispone la restituzione alle competenti autorità giudiziarie di tutte le autovetture di cilindrata superiore a 2500cc”. Troppo costosa, dunque, per lo Stato la manutenzione delle auto confiscate alla criminalità organizzata. Se non cambierà qualcosa, i mafiosi non vedranno gli agenti girare sulle loro auto di lusso, più di mille quelle consegnate da dicembre alla Polizia, e magari riusciranno pure a tornarne in possesso. “Episodi che altrove farebbero scandalo in Italia sono diventati normali – commenta il modenese Felice Romano, segretario generale del Siulp – Ormai la pubblica sicurezza è allo stremo in ogni parte d’Italia”. Colpa dei tagli imposti dal Governo alle forze dell’ordine nel triennio 2009-2011, oltre 3 miliardi e mezzo di euro.


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