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La crisi, fra gli altri, colpisce anche il centro fauna selvatica Il pettirosso. Drasticamente calate infatti le donazioni private, i responsabili lanciano l’allarme per i tanti animali seguiti, fra questi anche alcuni istrici.

Un istrice salvato e curato è stato liberato poche settimane fa, un altro verrà riportato nei boschi entro la fine dell’anno. Ma da circa un anno al centro fauna selvatica Il Pettirosso c’è anche una femmina di istrice, trovata appena nata e con ancora il cordone ombelicale attaccato. La madre era morta, i volontari si sono occupati di salvare e far crescere l’animale, che ha imparato a vivere a contatto con gli uomini e nonostante i suoi appuntiti aculei si lascia maneggiare senza problemi e apprezza le attenzioni degli amici a due zampe. Forse non lascerà mai il centro, perché non sarebbe in grado di sopravvivere da sola nei boschi. Occuparsi di lei, come di tutti gli altri animali che vengano liberati o no, è costoso. E il fiore all’occhiello modenese nella cura degli bestie selvatiche risente della crisi: le donazioni private sono crollate, eppure sono indispensabili quanto i fondi pubblici, anche questi sempre più risicati a causa dei tagli statali verso gli enti locali. E i responsabili del centro fanno appello ai cittadini.


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