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Da sabato scorso la clandestinità è un reato. In alcune città sono già stati effettuati arresti o denunce, a Modena non è ancora accaduto, non direttamente almeno. Ma l’applicazione della norma è tutt’altro che semplice.

Di certo la nuova norma che definisce la clandestinità un reato sposta la competenza da amministrativa a penale, e se ne dovranno occupare i giudici di pace, e di certo è prevista un’ammenda da 5mila a 10mila euro. Ma a parte questo non c’è molta chiarezza suo cosa dovrà accadere. L’iter, in teoria, dovrebbe essere più veloce perché penale, ma in tribunale non ne sono altrettanto certi. A Modena applicazioni dirette del nuovo reato, cioè arresti o denunce specifiche, non ce ne sono ancora state. In procura è arrivato il caso di un cittadino del Marocco, arrestato in questi giorni perché sorpreso a spacciare, che è risultato anche clandestino. Ma per ora il magistrato incaricato procede solo per i reati più gravi, lo spaccio e i precedenti per furto, anche perché non è competente per la clandestinità. L’uomo, che è in carcere, verrà quindi processato per droga, poi forse il suo caso passerà al giudice di pace. Forse. Un eventuale ricorso, poi, verrà fatto presso il tribunale ordinario, ma non è escluso che ancora si possa ricorrere al Tar. Per l’immigrato di fatto non cambierà molto, come clandestino verrà comunque portato al Cie e poi espulso, verrà anche condannato a pagare un’ammenda ma non è detto che sia in grado di farlo. Per la giustizia invece le cose potrebbero cambiare parecchio. Senza contare che la Corte costituzionale non si è ancora espressa sul nuovo reato.


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