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E’ stata fatta brillare nel primo pomeriggio di oggi, alle 17.10, la bomba d’aereo ritrovata a Vignola. L’ordigno era stato disinnescato questa mattina e poi spostato in una cava.

La bomba in via Frignanese, a Vignola, non c’è più. All’ordigno ci hanno pensato gli esperti del genio militare, in particolare del Decimo reggimento genio guastatori di Cremona, le operazioni sono state condotte dal maresciallo capo Pietro Zizzari. Alle 8.30 circa hanno iniziato a togliere le due spolette della bomba d’aereo della Seconda guerra mondiale, ritrovata nel cantiere di una villetta. E’ stata questa la fase più delicata e pericolosa, perché è il momento in cui la bomba è ancora attiva e manovrandola potrebbe esplodere. Ma gli uomini incaricati vantano una lunga esperienza, il maresciallo Zizzari, in particolare, aveva già bonificato altre 25 bombe d’aereo, ordigni che richiedono massima attenzione. La bomba è stata poi spostata nella vicina cava di via Confine, qui inserita in una buca profonda 7 metri, e poi ricoperta di sabbia, in modo che l’esplosione rimanesse il più contenuta possibile. Questo per ridurre al minimo i disagi per la cittadinanza nonché il rischio di danni anche solo a cose. Nonostante fosse domenica, sveglia alle 7 per i residenti di Vignola interessati all’evacuazione. Le operazioni si sono svolte senza problemi. Alle 7 circa è scattata l’operazione, per le 8 tutte le persone interessate erano fuori dalle case. Nella maggior parte i residenti si sono organizzati per passare il giorno festivo da parenti, amici o magari organizzando una gita. L’area circoscritta contava 400 residenti, ma molti erano già in ferie. Alla fine il 180 sono dovuti uscire di casa. Per gli evacuati il Comune aveva disposto due punti di accioglienza, ma in pochi ne hanno usufruito. E’ stato organizzato anche il pranzo, per mezzogiorno circa, poi le strade sono state riaperte e la gente è potuta rientrare a casa. Le operazioni sono state seguite dal vice prefetto Mario Ventura, dal vicesindaco Mauro Montanari, dai rappresentanti delle forze dell’ordine, dal responsabile della protezione civile della prefettura.


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