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Ha minacciato con una pistola la badante che voleva andarsene. E’ accaduto ieri pomeriggio in città, protagonista un 80enne che deteneva regolarmente l’arma.

Non accettava il fatto che la badante volesse andarsene e non ha esitato a puntarle addosso una pistola, una Beretta calibro 22, per farle cambiare idea. Alla fine l’80enne modenese è stato disarmato e nessuno si è fatto male, ma ieri pomeriggio, in città, zona musicisti, in un appartamento al quarto piano, quella che era cominciata come una discussione, una delle tante, poteva prendere davvero una brutta piega. I rapporti tra i due erano problematici da tempo. L’assistente familiare, una signora di nazionalità ucraina, aveva ridotto le ore di servizio: non sopportava più il carattere burbero del suo assistito, ma per i buoni rapporti con il resto della famiglia aveva accettato di mantenere una collaborazione. Per nulla facile, perchè l’anziano aveva l’abitudine, nei suoi scatti d’ira, di impugnare la Beretta, forse il tentativo di affidare a un’arma un potere e un’autorità che l’età avanzata gli sta invece togliendo. Ieri pomeriggio si ripete la storia: l’80enne voleva convincere la badante a restare a servizio, lei è invece rimasta ferma nella sua decisione; a quel punto lui ha preso la pistola e ha minacciato la donna. La discussione si è spostata sul terrazzino, la badante è riuscita a disarmare il pensionato, ma nelle fasi concitate della lite, l’arma è volata dalla balaustra ed è caduta sul marciapiede di sotto. I vicini e i familiari dell’anziano, allarmati dalle urla, hanno chiamato la polizia. La pistola, regolarmente detenuta e denunciata, è stata posta sotto sequestro. Un caso risolto che riaccende il dibattito sul porto d’armi e soprattutto sull’opportunità di detenere armi in casa. Le leggi ci sono, ma spesso ci si accorge che non funzionano solo quando si verificano incidenti più o meno gravi.


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