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I figli dei clandestini dall’8 agosto diventeranno dei fantasmi: i più fortunati non conosceranno mai la loro madre naturale, ma avranno comunque una mamma. Gli altri potrebbero finire in ogni sorta di mercato nero.

Tra le novità della legge Maroni, che entrerà in vigore l’8 agosto, ci sono poche righe, all’apparenza burocratiche, che rischiano di diventare un incubo per bambini e madri straniere. Si legge infatti che “gli immigrati dovranno mostrare il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile”, cioè per denunciare un decesso, contrarre matrimonio ma soprattutto registrare la nascita di un figlio. I primi due casi non sconvolgeranno la vita di chi questo permesso di soggiorno non ce l’ha, diverso però è poter o meno riconoscere un figlio. Dall’8 agosto i clandestini, madre o padre, non potranno più farlo non potendo esibire il documento richiesto. E allora cosa accadrà? Lo spiega con chiarezza l’assessore alle politiche sociali di Modena, Francesca Maletti: la legge andrà applicata e per i neonati dovrà decidere il tribunale dei minori in quanto, di fatto, saranno bimbi senza genitore, quindi abbandonati. Facile immaginare che il giudice non potrà far altro che affidarli ai servizi sociali. Le madri naturali se li vedranno quindi strappare dalle braccia, senza aver altra colpa che essere entrate in Italia senza permesso. Madri amorevoli, pronte a dare la vita per i figli come chiunque altro, magari badanti che lavorano in nero, che non potranno mai cantare la ninna nanna al loro bambino. Questi piccoli, comunque, a Modena, saranno ancora fortunati: la rete di famiglie affidatarie, le possibilità di adozioni, concederà loro di averla comunque una mamma, anche se non quella naturale. C’è invece chi potrebbe avere un futuro peggiore. Capito il rischio, le madri clandestine potrebbero decidere di non partorire in ospedale ma di affidarsi a medici improvvisati, con il rischio per la salute di partoriente e figlio. E’ già accaduto, quando si parlava di medici spia, che i clandestini evitassero i nosocomi. E poi questi bambini fantasma, non riconosciuti da nessuno, saranno facile preda di chiunque, perché non avranno nessuna tutela. Potrebbero finire, anche contro il volere della madre, in mercati neri di bambini, magari per andare a casa di persone che non possono avere figli e hanno troppa fretta per i canali legali. Ma magari no, perché al peggio non c’è mai fine. Ma la legge è legge, anche se forse non è proprio uguale per tutti. Risponde il ViminaleProprio oggi il Viminale sostiene che la legge in realtà non impedisce il riconoscimento dei figli, perché è un atto che possono comunicare anche il medico o l’ostetrica, se se ne assumono la responsabilità, e che comunque le immigrate che partoriscono in Italia hanno titolo a un permesso di soggiorno temporaneo. Anche se, di fatto, ne hanno diritto potendo riconoscere il figlio. Allo stato attuale, quindi, se non subentrano modifiche, quella parte della legge resta aperta a varie interpretazioni.


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