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Dopo Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, ieri sera ai giardini d’estate si è riparlato di criminalità organizzata con il magistrato Giancarlo Caselli.

L’Italia ha sconfitto il terrorismo, ma non la mafia. La spiegazione è semplice: mentre il primo era nemico di tutti, quindi facile da isolare, per la mafia il discorso cambia “perché – ha spiegato colui che è stato a capo della Procura di Palermo negli anni dei processi eccellenti su mafia e politica – la mafia non è altro rispetto a noi. La mafia, in parole povere, da impresa criminale si è trasformata in impresa economica e questo rende tutto più difficile. Basti pensare alle infiltrazioni, agli affari avviati anche nella nostra provincia dal clan dei Casalesi, come testimoniato dai recenti arresti e sequestro di beni. Perché il denaro sporco deve essere ripulito ma questo deve avvenire lontano dai luoghi di produzione illecita.


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