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Sono stati consegnati oggi, in questura, i primi nuovi permessi di soggiorno elettronici, e nei 45 giorni previsti dalla sperimentazione. Intanto al Cie il tempo medio per l’identificazione di un clandestino si attesta sui 35, 40 giorni.

Oggi consegnati i 178 nuovi permessi di soggiorno elettronici, quelli che – in base alla sperimentazione a cui partecipano la questura e i commissariati di Modena – vengono forniti in 45 giorni. “Un importante segno di civiltà, per un paese, garantire un diritto in tempi rapidi”, ha sottolineato il questore Salvatore Margherito. Risultato, però, ha aggiunto il dirigente dell’ufficio immigrazione, Vincenzo Tammaro, reso possibile soprattutto dall’impegno e dall’abnegazione del personale, 33 fra uomini e donne, di cui 22 agenti di polizia e 11 civili. Persone che in questi giorni fanno un doppio lavoro, dovendo, oltre al nuovo documento, smaltire anche l’arretrato. Le nuove procedure sono facilitate dall’elettronica, ma anche dall’aiuto degli enti locali. L’ufficio immigrazione, poi, nei primi sei mesi di quest’anno ha anche accompagnato alla frontiera 172 clandestini, in tutto il 2008 erano stati 108, nel 2007 solo 65. Anche il tempo medio di permanenza al Centro di identificazione ed espulsione si è accorciato, 35, 40 giorni circa, con un costante calo di chi viene fatto uscire dal Cie per decorrenza dei termini e un aumento, invece, delle persone che passano per il centro perché i posti si liberano più in fretta. Infine, continuano le evasioni, in particolare delle persone che approfittano di un ricovero in ospedale per veri o presunti malanni: non essendo detenuti non possono essere piantonati, quindi chi arriva in nosocomio poi non torna, in genere, spontaneamente al Cie. Già 4 casi quest’anno.


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