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Più badanti che operai per le fabbriche. Sta cambiando la fotografia della popolazione straniera residente a Modena. La nostra è una provincia che continua a crescere grazie alla popolazione immigrata, ma gli effetti della crisi cominciano a farsi sentire.

Siamo sempre di più, a fine giugno abbiamo superato le 690mila unità e a fine anno toccheremo quota 700mila. Ancora un dato per capire la portata della crescita: 10 anni fa c’erano 70mila modenesi in meno. Una variazione determinata in buona parte dalla popolazione straniera: nel 2008 gli immigrati sono cresciuti del 13,3%, 9mila persone in più che hanno portato a 76mila il numero degli stranieri modenesi, pari all’11% della popolazione complessiva; saranno il 12% alla fine dell’anno. Una crescita che ora sta rallentando per effetto della crisi sul mercato del lavoro. Crisi che sembra pesare anche per quel flusso migratorio che ha come sbocco occupazionale l’attività di assistenza e sostegno alle famiglie: dal punto di vista numerico, il contingente europeo ha quasi raggiunto quello africano e per europei intendiamo cittadini dalla Moldavia, Ucraina e Polonia, paesi dai quali provengono gran parte delle cosiddette badanti. Secondo Egidio Pagani, assessore allo sviluppo del territorio: “Nonostante le difficoltà, la capacità di attrazione del territorio modenese rimane molto alta grazie alla qualità dello sviluppo del sistema economico e sociale e questo comporta una riflessione da sviluppare nell’ambito delle scelte di programmazione”. Numeri che confermano lo scenario descritto per il 2015 dal Piano territoriale di coordinamento provinciale con l’obiettivo di aggiornare e innovare le risposte di fronte ai nuovi bisogni. Tra sei anni Modena avrà 730mila abitanti e 116mila stranieri, che restano quelli che fanno più figli: il tasso di natalità è di 24 ogni mille stranieri residenti contro il 9 dei modenesi. La seconda generazioni di immigrati, i figli di stranieri nati a Modena, supera le 12.300 unità. Nell’edizione 2009 dell’Osservatorio demografico pubblicato dalla Provincia viene posta particolare attenzione all’analisi delle potenzialità di integrazione dei nuovi cittadini.


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