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I medici dell’Asl di Modena da oggi sono in stato di agitazione. I sindacati di categoria chiedono il coinvolgimento anche delle istituzioni locali e regionali.

I medici modenesi sono di nuovo sul piede di guerra. Praticamente tutte le sigle sindacali della categoria denunciano una profonda insoddisfazione nei rapporti con i vertici della sanità locale. A partire da oggi i camici bianchi proclamano lo stato di agitazione coinvolgendo le istituzioni locali e regionali. Orario di lavoro e piani di attività, straordinari, mancata definizione del piano delle urgenze, guardie e pronta disponibilità. E ancora, silenzio sui turn over di medici e infermieri e la mancata applicazione del regolamento aziendale sui carichi di lavoro e sui volumi delle prestazione sanitarie. Sempre secondo i sindacati dei medici, i sanitari dell’azienda Usl accumulano ogni anno 150 ore di straordinari. Il rischio – proseguono- è che alcuni servizi sanitari riducano la loro attività o che addirittura la interrompano dopo l’estate. La terza opzione, appaltare all’esterno il servizio, non sarebbe meno grave. Tutte le sigle sindacali dei medici concordano sul fatto che, una riduzione dell’offerta sanitaria deve essere condivisa e comunicata, dai vertici, al personale sanitario. Il rischio altrimenti è che ciò vada a scapito della qualità e della sicurezza dei servizi offerti ai cittadini.


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